n. 1-2 anno III - 15 settembre 2016

liberi di giocare

per un mondo
a misura di sport

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«Musa non maschera un misto di irritazione e confusione nello sguardo mentre un giornalista gli accosta il piccolo registratore alle labbra. È un ragazzo smilzo dell'Africa nera dai profondi occhi bruni che a intervalli regolari punta su di me. L'ho conosciuto poche ore prima e so bene che parla un buon italiano, eppure non vuol rispondere al semplice quesito ("Che cosa pensi dei Mondiali Antirazzisti?") che il reporter gli ha posto».

«Quattro province, quattro iniziative per provare a favorire l'integrazione sociale attraverso la pratica sportiva. È "Liberi di giocare", il progetto della Uisp Emilia-Romagna che, coinvolgendo i comitati locali dello "sportpertutti" e le associazioni del territorio, ha sperimentato nel corso dell'ultimo anno sportivo, tra Bologna, Parma, Ferrara e Forlì-Cesena diverse attività motorie rivolte a rifugiati e richiedenti asilo».

«Nebbia, umidità, uno spiraglio di sole che non riesce a farsi strada. Sembra Modena, Novi Sad, le pianure del Secchia e del Danubio così lontane e così vicine, da un punto di vista climatico e per una volta sportivo, con la squadra di volley della Dhl Modena che, con gli assoluti favori del pronostico, è arrivata a far visita al Vojvodina. Ma se nella pallavolo di club oggi non c'è storia, è anche vero che la Serbia nei suoi impianti sportivi ha costruito un piccolo miracolo».

Sono i tre attacchi di tre pezzi contenuti in questo numero di FuoriArea.net, un work in progress ancora aperto ad oggi (15 settembre 2016). Vi abbiamo incuriosito? Allora siete "liberi di giocare" con queste storie.

in questo numero