n. 2 anno I - 2 luglio 2014

il sottobosco dei mondiali

storie e forme alternative di sport

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Da molto tempo – e non solo in questa recente fase di recupero del pensiero gramsciano – uno degli adagi più diffusi nel mondo della sinistra italiana afferma che i cambiamenti sociali devono avvenire “dal basso”. Nulla da eccepire, se non fosse che la formula – in quanto tale – rischia di favorire la sterile ripetizione depotenziando (o addirittura non prendendo in considerazione) le azioni reali.

Traslata sullo sport, sul calcio in particolare, la necessità di cambiamento si fa sentire pressante, soprattutto con i Mondiali in Brasile ancora in corso, con tutte le contraddizioni che li accompagnano. In questo numero di FuoriArea.net abbiamo cercato di recuperare e raccontare storie – interne ed esterne al mondo dell’associazionismo sportivo – che trasmettessero concretamente un’idea di cambiamento.

Ci siamo mossi in direzione di quello che ci suscitava interesse, con attenzione particolare all’ambiente, ad esempio, oltre che alla salute, alla cultura della bicicletta e al contrasto a ogni forma di discriminazione. E non perché queste siano parole chiave di una certa cultura ma perché viaggiando nella Uisp ne abbiamo incontrato rappresentazioni concrete. Storie che attraverso l’azione cambiano efficacemente la realtà, e generano movimento.

in questo numero