n. 2-3 anno II - 9 ottobre 2015

deviazione di percorso

dietro ai moti di corpo e natura

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«A questo proposito voglio che tu sappia anche che, quando i corpi cadono diritti attraverso il vuoto per il loro peso, in qualche tempo e luogo non definiti deviano per un poco, tanto che appena può dirsi modificato il loro percorso. Se non usassero deviare, cadrebbero tutti come gocce di pioggia nel vuoto profondo, non si produrrebbero scontri né urti fra gli elementi, e la natura non avrebbe creato mai nulla […].

Tutta la massa della materia deve essere sollecitata per tutto il corpo perché, sforzata attraverso tutti gli arti, segua la volontà della mente; così vedrai che l’inizio del moto si crea dal cuore e procede all’inizio della volontà del nostro animo, poi si diffonde per tutto il corpo e le membra […].

È dunque necessario riconoscere che anche nei corpi elementari c’è un’altra causa di moto oltre agli urti e al peso, da cui ci arriva questa facoltà innata poiché sappiamo che nulla viene dal nulla. Il peso impedisce che tutto si produca attraverso gli urti come per una forza esterna. Ma che la mente in tutto ciò che compie non abbia una necessità interna, che non sia sconfitta e costretta a sopportare, ciò nasce proprio dalla piccola inclinazione degli elementi che avviene in un momento e un punto indeterminati».

Lucrezio, De rerum natura

in questo numero