{"id":"430","html":"
\n \n\n\n
n. 1-4 anno IV - 21 marzo 2018<\/div><\/div>\n \n
\n
\n Protagonisti<\/span>\n <\/div>\n
\n

Che gente sono i Cinghiali?<\/h1>\n di Lorenzo Bedussi<\/a><\/span>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
\n

Gli animali selvaggi spesso fanno incursioni in ambiente cittadino. Cos\u00ec i Cinghiali del Setta e le Cinghiale, rugbisti selvatici, partono dall\u2019Appennino e raggiungono Bologna, seguendo il loro istinto sportivo<\/h2><\/div>\n <\/div>\n \n
\n
\n

<\/p>\n<\/div>\n

\n

Una miscela di bizzarria e birrette, improvvisazione, tanto fango e tanta voglia. Voglia di fare rugby, fare gruppo, socialità e festa<\/strong>. Fare di più e farlo meglio. Queste le linee guida delle squadre “cinghiale”, sospinte da una tenace volontà collettiva, una polimorfica e magmatica energia<\/strong>. I più fantasiosi parlano di un’energia che somiglia a un fulmine, che scocca e mette in comunicazione due zone lontanissime con cariche opposte. Oppure come un enorme vortice che solleva e rivitalizza anche gli spiriti più pesanti, un vortice originato da chissà quale battito d’ali in una remota foresta. Altri invece, forse pragmatici e un po’ scettici, sostengono che se un gruppo di teatro situazionista volesse giocare a rugby senza dubbio giocherebbe con i Cinghiali<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n

\n

<\/p>\n