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n. 1-4 anno IV - 21 marzo 2018<\/div><\/div>\n \n
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\n Protagonisti<\/span>\n <\/div>\n
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Prendere a pedate il razzismo<\/h1>\n di Francesco Mazzanti<\/a><\/span>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
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Nel 2011 nasce una squadra di calcio ai Mondiali Antirazzisti di Castelfranco Emilia: si chiamer\u00e0 Hic Sunt Leones. Da allora partecipa ai campionati Uisp di calcio a 11 e nel 2015 ha dato vita a un settore giovanile nel quartiere Pescarola, periferia di Bologna<\/h2><\/div>\n <\/div>\n \n
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\"All’Arcoveggio<\/p>\n


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«Qui giovani leoni danno le loro vite. In fondo non conta il risultato ma l’amore che hai dato». Così, nel 2005, cantavano gli Assalti frontali<\/a> da un garage di Centocelle. E a Bologna il messaggio deve essere arrivato chiaro<\/b>. La squadra Hic Sunt Leones<\/a>, che omaggia con il nome la canzone e l’omonimo album del gruppo romano, nasce nell’estate del 2011 da un gruppo di attivisti del centro sociale bolognese Tpo<\/b>. L’occasione è quella dei Mondiali Antirazzisti: per la prima volta si decide di costruire una squadra più “competitiva” che, incredibilmente, vincerà il torneo. E anche la Coppa Invisibili, dedicata a Fabiano, un attivista che subì torture e violenze negli scontri in Valsusa del 3 luglio. <\/p>\n