{"id":"435","html":"
\n \n\n\n
n. 1-4 anno IV - 21 marzo 2018<\/div><\/div>\n \n
\n
\n Intervista<\/span>\n <\/div>\n
\n

Il buio di chi non vuole vedere<\/h1>\n di Francesco Mazzanti<\/a><\/span>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
\n

A Lugo, il 26 novembre, alla fine di una gara di corsa, Loris Cappanna e il suo atleta-guida trovano un biglietto discriminatorio sul parabrezza dell\u2019auto. Pronta la reazione indignata del corridore e del comitato Uisp di Ravenna-Lugo<\/h2><\/div>\n <\/div>\n \n
\n
\n

\"Loris<\/p>\n


<\/em><\/p>\n<\/div>\n

\n

Un gesto vigliacco nei confronti di un atleta, non vedente, esempio di coraggio e forza di volontà. Il 26 novembre 2017, al termine della gara podistica “Sulle ali di Baracca”, a Lugo, in provincia di Ravenna, l’atleta Loris Cappanna<\/a>, insieme con l’atleta-guida Andrea Soldati, trovava questo biglietto sul parabrezza<\/strong>: «Un disabile purtroppo non può correre, tu invece corri. Buona disabilità sporco forlivese». Cappanna, non vedente dal 2009 a causa di una patologia, compete in varie discipline e si è aggiudicato la Maratona di Roma nel 2017 (categoria T11). Lo abbiamo contattato per approfondire il fatto e per farci raccontare la sua attività sportiva. <\/p>\n

«La disabilità è solo negli occhi di guarda e giudica<\/b>». È ciò che hai scritto nel tuo blog il 26 settembre. Una frase premonitrice pensando a ciò che è accaduto il 26 novembre al termine della gara “Sulle ali di Baracca”. Quali sono state le reazioni?<\/b>
«La frase che hai citato è quella che mi rappresenta di più. Ancora oggi, negli ambienti sportivi, si punta spesso il dito verso la disabilità, come se un disabile non potesse fare sport nel 2018. Quel giorno, all’inizio, pensavo fosse uno scherzo, tra l’altro la gara era terminata in modo splendido (record personale sui 10.000 metri in 37’40’’, con Andrea Soldati come atleta-guida). La prima cosa che è balzata alla vista di Andrea è stato il tergicristallo rotto, pensavamo a un atto vandalico, poi ha notato il bigliettino, non me lo voleva neanche raccontare. Tra l’altro l’auto era nel parcheggio per disabili, dato che ho il permesso. Siamo subito andati dagli organizzatori della gara: hanno interrotto la premiazione e hanno preso le distanze, dimostrando tanta solidarietà. Per quanto mi riguarda ho esposto denuncia e le indagini sono ancora in corso».<\/p>\n